
Dai diari di Carlo G. , il mio amico omosessuale incazzato col sistema e invidioso cronico di quelli che lavorano nel mondo dello spettacolo. Ha partecipato ai provini per “Amici di Maria De Filippi” sei volte di seguito. Ha tutta la nostra comprensione.
L’adolescente che chiama ricchione il compagno di classe è un coglione ignorante che con il machismo rivendica la sua identità sessuale, altrimenti messa in discussione. Un politico di secolare esperienza, tre volte presidente del consiglio e senatore della repubblica, che equipara l’omosessualità alla pedofilia è un razzista, ed è peggio.
Su Vanity Fair di questa settimana, l’attore e produttore Andrea Occhipinti ammette di far parte della sponda gay dopo essere stato per anni un sex simbol del cinema italiano, che tempismo! Mia mamma ha appreso la notizia mentre ingurgitava un cannolo siciliano e per poco non le usciva la ricotta dal naso. Con la faccia irritante dei dispensatori di saggezza, ha liquidato la faccenda attribuendo alla mancanza di valori dei tempi moderni la recente depravazione dell’attore. Mi sembra ovvio.
La non conoscenza di un fenomeno causa evidentemente una certa confusione nell’opinione comune. Se mia mamma sapesse che anche Massimo Ranieri è gay, pianterebbe una statua di Padre Pio a grandezza naturale davanti la porta di casa pregandolo di proteggere almeno la nostra famiglia dall’imminente giudizio universale.
Io non sono un attivista dell’orgoglio omosessuale, anzi penso che Vladimir Luxuria sia una paraculo arrivata in parlamento grazie a tutte quelle checche isteriche che ogni venerdi sera intonano a Muccassassina le canzoni di Raffaella Carrà, e che posseggono la coscienza politica di una bambina di 11 anni. Non sopporto però l’omertà di quanti, ancora oggi, di nascosto dalla moglie frequentano locali gay, chattano dall’ufficio con ragazzi muscolosi, si fanno spompinare da uno sconosciuto in un bagno pubblico e la domenica siedono a tavola con i loro figli a celebrare la messa dell’omofobia mentre strafocano un cotechino piccante, che prenderebbero volentieri nel culo. Non sopporto nemmeno tutta la cricca di attori, presentatori e cantanti vari che masticano vocaboli moderni di uguaglianza e laicismo, vantando una mentalità progredita da artisti o presunti tali e mascherano la loro sostanza dietro un matrimonio di interesse o un flirt patinato che fa sognare la massaia di Benevento. Questa si chiama ipocrisia, e puzza anche di presa per il culo.
Sicuramente in giro ci sono tante leggende metropolitane, ma molte dicerie riguardanti personaggi dello star system sono fondatissime.
Essendo la mia indole quella di una casalinga disperata, o peggio ancora di una cameriera di albergo, vi sputtano volentieri e sottovoce alcune maldicenze che i miei amici parrucchieri e le mie amiche estetiste mi hanno riferito al telefono, mentre erano intente a passare l’aspirapolvere con la televisione accesa su “Uomini e Donne”.

Un Vip rinomatamente omosessuale è Christian De Sica, attore di punta dei cine-panettoni natalizi che fanno impazzire le famiglie italiane. De Sica ha un compagno di lunga data, tale Paolo Conticini, anche lui attore ed onnipresente nei lavori cinematografici e pubblicitari di Christian. Il figlio di De Sica, Brando, per questa storia non ha parlato al padre per più di un anno, salvo poi riappacificarsi per interessi lavorativi.
Cosa dire poi di Roul Bova, che ha pagato fior di milioni di euro per comprare alcune sue foto compromettenti che lo ritraevano di notte in atteggiamenti ambigui con un aitante ventenne davanti un noto locale gay della capitale.
E Massimo Giletti? Storico amante di Fabrizio Del Noce ed amico del cuore della frociarola Antonella Clerici, che si è addirittura prestata ad un finto fidanzamento col presentatore per sconfessare le dicerie che lo volevano frocia persa.
Per non parlare della banda di Lele Mora che annovera tra le sue fila numerosissimi gay più o meno dichiarati. Tra i più noti Costantino Vitagliano, Daniele Interrante, Beppe Convertini e Francesco Arca, che girano le discoteche di mezza Italia a raccogliere la bava delle ragazzine mentre nel privato delle loro camere d’albergo si cimentano in festini di gruppo a cui non disdegneremmo di partecipare.
La lista dei cantanti poi è esageratamente lunga: Lucio Dalla, Eros Ramazzotti, Elisa, Paola Turci, Caterina Caselli, Gianna Nannini, Leda Battisti e il bravissimo Tiziano Ferro, che intelligentemente si è trasferito a Londra per fare il porco comodo suo nella capitale gay per eccellenza.
Potrei continuare davvero per altre ore, perché il mondo dello spettacolo da sempre è un alcova di frocette che si nascondono dietro una parvenza di “normalità”. Artisti bigotti falsi e bugiardi che ingannate le casalinghe e votate a sinistra, non sarebbe meglio uscire allo scoperto, smetterla con la vostra farsa e dichiarare apertamente che vi piace prenderlo nel culo?

